Celeste Mafessoni – Paradiso & Inferno
Ma poi forse è questo l’inferno!
Ma poi forse è questo l’inferno!
Ambisco al paradiso, ma frequento l’inferno.
Se ti lancio un sasso non schivarlo lasciandolo depositare sul fondale e permettendo al livello del mare di aumentare impercettibilmente. Se ti lancio un sasso prendilo al volo con la mano e rilanciamelo contro, inondandomi, travolgendomi, stordendomi… ma senza trattenerlo perché potrebbe ustionarti e se rilanciato quando s’è raffreddato il sasso avrebbe un peso ed una durezza maggiori. Voglio essere libera di non pormi limiti, voglio bersagliarti di pensieri sommergendoti in un flusso incessante di controcorrenti perché l’acqua trattenuta permane e fa il calcare mentre l’acqua lasciata libera di scorrere alliscia. Perciò, se ti offendo non offenderti, offendimi ché non mi offendo.
Non è mai troppo tardi per cambiare e per migliorare le cose. Non bisogna mai stancarsi di inseguire ciò che potrebbe mutare positivamente la nostra vita.
È meglio vivere da prigionieri in paradiso, piuttosto che vivere da uomini liberi all’inferno.
Conosco una persona insoddisfatta, una persona che ha dei desideri, ma non riesce a raggiungerli, perché li vuole troppo e lotta con la testa per volerli e così si stanca, e non ragiona più. Qui scatta l’abilità di volere, senza quella la volontà rimane semplice volontà.
A chi mi dice che l’inferno e il diavolo non esistono, rispondo che su questo maledetto pianeta fa sempre più caldo e che per andare d’accordo con certe persone bisogna proprio vendere l’anima!