Charles Bukowski – Stati d’Animo
Una parte di me era sincera, l’altra parte andava per i cazzi suoi.
Una parte di me era sincera, l’altra parte andava per i cazzi suoi.
Mi si scortica la pelle sotto il peso di certi giorni, dove le mancanze sono presenti più che mai e la percezione dell’assenza non è solo delle cose, ma diventa doppio drappo che mi cucio addosso tra le stoffe lise dal tempo, consumate dal vento che se le vola via quando spira forte, e fili e pinze litigano e non proteggono sufficientemente ciò che più d’ogni altra cosa dovrebbero tenere stretto ed al sicuro per far ritorno a casa, riposto in cassetti di frassino e noce tra la lavanda e la naftalina.
Vedeva che loro, in quella sala piena di gente, si sentivano soli.
Perché è così facile sparire? E perché è cosi difficile restare? Due domande che non avranno mai una risposta!
Nel mare vi è silenzio, ma vi è anche una grande voce che grida pace dei sensi quando il mondo fa rumore.
Non ho più lacrime per esprimere l’impotenza di un’attesa che non ha mai fine!, non ho più lacrime per capire in che cosa ho sbagliato! Non ho più lacrime per volere fermare il tempo.
Vivo nel rumore dei dischi scrivendo in silenzio, l’infinito libro della mia vita.