Charles Bukowski – Stati d’Animo
Vivere fino alla morte è già una gran fatica.
Vivere fino alla morte è già una gran fatica.
La lontananza dalle persone care, dai luoghi familiari, dagli affetti genera un senso di abbandono, malinconia, tristezza e solitudine. Non è vero quel che si dice, che una distanza materiale non potrà mai separare e che se si desidera essere accanto a qualcuno che amiamo possiamo esserci. Certamente le persone a noi care, pur se lontane, saranno sempre nel nostro cuore, e avremo modo di far sentire il nostro affetto anche se separati dalla distanza, di fatto però chi vive questa condizione non può sentire il calore di un abbraccio, il tocco di una carezza, non può dare e non può ricevere le piccole attenzioni quotidiane che fanno bene al cuore.
Le cose belle appartengono a chi le sa guardare con amore.
Siamo l’immagine allo specchio della gente che odiamo. Nell’indifferenza regna il rigetto, il rifiuto. Ma non nell’odio. L’odio è l’espressione alternativa di un’attrazione irresistibile che per qualche motivo sconosciuto siamo costretti a rinnegare.
Essere realista significa anche credere nei miracoli.
Nei rapporti personali non esistono sfumature, solo il bianco e il nero. Di solito ci si affida alle sfumature per mascherare gli errori del passato o per mistificare scelte che potrebbero fare del male in futuro… i colori – mai sfumati! – esistono quando sei felice, li vedi dentro e fuori di te… oggi sono in bianco e nero.
La libertà è dentro non fuori, ma in questo momento mi sento leggero ed è l’unica cosa che conta.