Charles Bukowski – Tristezza
Che tristezza. È triste, per davvero, che campiamo tutti quanti come idioti, e alla fine moriamo.
Che tristezza. È triste, per davvero, che campiamo tutti quanti come idioti, e alla fine moriamo.
Guardo la pioggia battente dalla mia finestra in questa giornata cosi triste, e penso a quante lacrime usciranno dai miei occhi se dovessi perderti… ti amo… e come ogni tempesta… aspetto l’arcobaleno: chiamami e fammi sapere che ci sei…
Oggi la mia anima fluttua, è mossa da venti di nostalgia, da soffi di speranza, da mete non raggiunte, da decisioni rimandate, da indelebili dolori, oggi sono la quercia senza foglie sbattuta dalla tramontana le cui radici benché imperiose fanno fatica a reggere il peso, il peso del destino!
Certi non diventano mai pazzi…Quanto noiose possono essere le loro vite.
Il pianto più disperato è quello che teniamo dentro e che nessuno deve vedere, perché ne abbiamo un sacro pudore.
Ripensandoci mi sento proprio un cretino ad aver avuto qualche speranza e tutto ciò che è stato diventa sempre più un’illusione, ma ancora una volta mento a me stesso e preferisco considerare tutto come un bel sogno.
Allontana l’ombra, impedisce alla coscienza di parlare.