Charlotte Link – Stati d’Animo
A volte aveva la sensazione che, più si sforzava di ottenere delle risposte, più queste si allontanavano da lei.
A volte aveva la sensazione che, più si sforzava di ottenere delle risposte, più queste si allontanavano da lei.
Correre, distrattamente fingere, poi ancora scappare, e fuggire la musica, e cancellare il vento. Correre, da soli correre e afferrare molecole d’aria, e scappare controvento per non ricordare, per non cancellare, per rimuovere per pochi istanti dalla mente. Solo pochi istanti, per poi tornare a fuggire, tornare a cantare, a guardare, a sorridere, a piangere, per poi strapparlo con le dita, quell’attimo di ossigeno, che si chiama speranza.
Pennellare un’ombra di serenità su un volto triste, donandogli una poesia, un sorriso, o ambedue.
Il vuoto di certe assenze si percepisce maggiormente quando accanto noi ci sono presenze inutili.
Le donne forti sono le principesse che si salvano da sole.
Mille cadute non mi toglieranno di certo la voglia di correre, e camminare, e scoprire. Mille delusioni non mi freneranno nel credere negli altri. Mille lividi, lasceranno tracce mai solchi. Mille “no” diverranno un “sì” meraviglioso domani. Mille maschere non mi impediranno mai di cercare nelle persone qualcosa al di là di un volto. E mille pugni all’anima non offuscheranno il mio sorriso. Mai!.
Il male della depravazione svigorisce la convulsione di una debole ribellione e mortifica ogni senso. Fine dolosa la rassegnazione, oltre il confine l’assenza. Pensare il malessere significa essere il male, o comprenderlo bene.