Chiara Micellone – Felicità
Negli anni si impara che non c’è felicità, non c’è vittoria senza coerenza.
Negli anni si impara che non c’è felicità, non c’è vittoria senza coerenza.
Passeggiare senza meta annullando ogni pensiero, musica in sottofondo, gruppi di persone piene di vita, arrivare a sentirsi parte di tutto e immaginare che quella felicità, quell’atmosfera non potesse mai avere fine, niente può avere più senso solo quell’attimo, da vivere intensamente con gli occhi rivolti al cielo e in quell’istante sentirsi finalmente libero.
Un abbraccio tuo mi riempie di gioia, un bacio da te, mi rafforza di più, uno sguardo tuo mi fa sentire bene, il tuo essere presente mi dà sicurezza, la tua anima mi fa rivivere la mia, il mio amore per te è immenso come l’universo che ci circonda.
Penso che la felicità la sentano entrambi, che ci sia un emozione, a volte quello che per te è felicità per l’altro è solo un tiepido fuoco. Ma voglio credere che almeno per un attimo entrambi abbiano sentito che essere insieme, guardarsi negli occhi avesse il significato di felicità.
Cosa ne sai di quello che voglio? Come pensi di sapere, ancor prima di me, cosa mi passa per la testa? Che ne sai tu dei miei problemi, dei sacrifici che faccio ogni giorno? Chi sei tu per permetterti di giudicare dall’alto della tua presunzione? Fatti delle domande e trova una risposta, ma fallo per te stesso, soprattutto per te stesso.
La migliore delle sorprese… ti coglie impreparato, ti spiazza, attira la tua attenzione, rapisce il tuo sguardo e dimentichi tutto il resto, fa saltare tutti i tuoi punti di riferimento e ti stravolge la vita.
Non si può lasciar dietro di sé la felicità solo perché non è stata mai pensata in quel modo: si dovrebbe abbandonare il pensiero, che forse non l’ha mai desiderata.