Chiara Micellone – Libri
Più si vive, più si scrive. Meno si vive e più si scrive ancor più che si vivesse.
Più si vive, più si scrive. Meno si vive e più si scrive ancor più che si vivesse.
Ti scrivo soltanto e ne ho già nostalgia.
Che cosa si può dire di una ragazza morta a venticinque anni?Che era bella. E simpatica. Che amava Mozart e Bach. E i Beatles. E me. Una volta che mi aveva messo specificamente nel mucchio con tutti quei tizi musicali, le chiesi l’ordine di preferenza, e lei rispose sorridendo: “alfabetico”. Sul momento sorrisi anch’io. Ora però mi chiedo se nell’elenco io comparivo con il nome – nel qual caso sarei venuto dopo Mozart – oppure con il cognome, perché mi sarei trovato tra Bach e i Beatles. In ogni modo non venivo per primo, il ché sarà idiota ma mi secca terribilmente, essendo cresciuto con l’idea che devo sempre essere il numero uno.Eredità di familia, capite?
C’è gente calma, tranquilla, gente che non si arrabbia mai, persone che dietro un sorriso provano disprezzo. Ebbene mi spiace deludervi, mi spiace non poter fare altrettanto, non posso proprio trattenermi dall’impulso di mandarvi a quel paese. Pazienza, sarò una maleducata, ma voi non preoccupatevi che anche se lo fate con classe non siete da meno.
I libri che il mondo chiama immorali sono quelli che rivelano al mondo la sua vergogna.
Mentre si muoveva appena dentro il suo bel cappotto nero, pensava che dopotutto la vita fosse un dono, che uno dei pregi dell’invecchiare fosse la consapevolezza che molti momenti non erano soltanto momenti, ma doni. E come era bello, davvero, che la gente facesse festa con tanto ardore in quel periodo dell’anno. Non importava che cosa la vita riservasse loro, […] nonostante tutto si sentivano spinti a fare festa perché in qualche modo sapevano, ciascuno alla sua maniera, che la vita era un dono da festeggiare.
Nell’arte di vivere, l’uomo è insieme l’artista e l’oggetto della sua arte; lo scultore è il marmo, il medico è il paziente.