Cirillo Vescera – Libri
Scrivo quel genere di cose che una persona inconscia definirebbe strane.
Scrivo quel genere di cose che una persona inconscia definirebbe strane.
E le sorrise, come se ogni cosa fosse in suo possesso: la distanza, lo spazio, le stelle, l’infinito… come se possedesse anche lei.
Non credo alla funzione sociale degli scrittori.
Come la guardava! Era come un cieco che vedeva il sole per la prima volta. Come un collezionista che scopre un Leonardo sconosciuto, come una madre che guarda negli occhi in figlio appena nato.
Odiami. Detestami con tutte le tue forze, Hikaru… odiamo fino al punto di non volermi più vedere. Altrimenti… non sarò capace di lasciarti andare.
E sebbene il contatto dei loro corpi le procurasse un fremito non riuscì più a capire in quale punto terminasse la propria pelle e iniziasse quella di lui.
Questi massacri finiscono invariabilmente con una festa cannibalesca. Che persone deliziose, Watson!