Cleonice Parisi – Abbandonare
C’è sempre un altro fondo, quando crediamo d’aver toccato il fondo, il fondo che siamo noi stessi a cercare, quello che scaviamo con le nostre mani, la fine di tutto.
C’è sempre un altro fondo, quando crediamo d’aver toccato il fondo, il fondo che siamo noi stessi a cercare, quello che scaviamo con le nostre mani, la fine di tutto.
Forse c’è qualcosa di peggio di un amore finito: La perdita di volontà nel credere…
Ti senti così impotente che alla fine, pur di porre fine al disagio ed alla sensazione di inadeguatezza, non ti resta altro che fingere che non ti importi.
Ciò che l’uomo produce, vaga sul suo capo come eterna promessa, la vita ripaga con la stessa moneta chi non l’ha onorata.Non maledica l’uomo il suo prossimo, tutti avranno ciò che hanno meritato. Non sia però, il vostro occhio immaturo a valutare quello che è giusto, da quello che giusto non è, la vita saggiamente distribuisce l’accumulo di debiti che l’uomo ha contratto.Tutti i debiti verranno rimessi, ma a chi ancora non vede, il materiale benessere potrà apparire come la benevola mano della vita, anche laddove meriti non vi sono, gettando nella confusione chi cerca attraverso il vivere una via, mentre occhio attento e propenso al vero, coglierà la miseria dell’uomo non attraverso le cose, ma per mezzo degli avvizziti frutti che ne avrà prodotto.Una pianta sana produce fiori e frutti, una malata solo foglie raggrinzite e talvolta neanche quelle. Osserva i frutti della pianta, ed anche tu potrai riconoscere le vere miserie della vita laddove ci sono.
Nel rumore del silenzio, le parole non servono.
Colga la luce del giorno nella lanterna della sua vita, questa luce non cede il passo al tempo, ne teme le intemperie, essa è eterna, cammini sicuro il viandante stanco è giunta l’ora della sua vita.
Voce in capitolo avrà,chi la sua storia di proprio pugno scriverà.Chi avrà fatto solo da lettore,non pretenda d’esser chiamato autore.