Francesco Iannì – Comportamento
Cerco non so cosa e la cerco non so dove da chissà quanto tempo.
Cerco non so cosa e la cerco non so dove da chissà quanto tempo.
Sono, solo perché lo voglio. Sono solo, perché lo voglio.
Mi parlo, ma non mi ascolto. Non ho più dialogo con me, solo reciproca sopportazione.
Io non mi diverto a prendere per il culo le persone. Tanto meno se ciò che si prende in giro sono le loro debolezze e i loro punti fragili. Ancora meno mi diverto quando si gioca con i loro sentimenti. Preferisco le persone che sanno darti ciò che meriti, quelle che non si fanno mai problemi per dirti le cose così come le pensano. Sono proprio quelle le persone che nel momento in cui ti diranno: “ci tengo”! Stai pur certo che ti puoi fidare!
Non voglio la pietà e la compassione di nessuno. Non voglio parole gentili solo per educazione. Io preferisco un: “Non mi rompere più i coglioni”! Io sono tra quelle persone che purtroppo non conoscono le mezze misure. È un difetto!? Beh… mi dispiace. Ma mi preferisco a tutte quelle persone che trascinano situazioni, che per non direbasta danno i contentini. Che per non dire non voglio lo vestono di un non posso!
La non curanza è il miglior disprezzo la dove regna sovrana l’ignoranza.
Metto insieme tutti i tasselli per capire chi ho davanti, le persone si conoscono col tempo e con i passi che fanno, alcuni seguono bene il percorso, altri fanno troppi passi falsi ed il risultato è che perdono l’occasione di arrivare al traguardo della fiducia.
Ascolto tutto ciò che mi viene detto ma non sono certo così fessa da credere a tutto.
Inutile girarci intorno, se una persona non mi piace non riesco a fare la finta e sorridente amica.
Solo noi stessi siamo responsabili delle nostre azioni ed è inutile chiedersi il perché di certi atteggiamenti se gli altri agiscono di conseguenza a ciò che fai tu.
Non ricordo più le volte in cui ho detto “tranquilli va tutto bene” ma in realtà non era così, preferisco tenermi dentro ciò che mi fa star male piuttosto che far preoccupare gli altri per questo.
Quante volte ho pensato “non ce la faccio” e quante volte mi sarei presa a schiaffi da sola solo per averlo pensato.
Oggi parlare è divento così superficiale che tutti sono capaci di dire “ti amo” e “ti voglio bene” come se dicessero “buongiorno o buonanotte”
Odio la volgarità, odio le offese, preferisco discutere civilmente ed educatamente in modo tale da poter ragionare senza mandare, ne essere mandata a quel paese, sempre nel limite del possibile.
Parlano troppo, parlano male e poi pretendono di aver ragione, sono quelle persone che non azionano il cervello prima di aprire bocca.
L’invidia e’qualcosa di semplicissimo di sole 4 parole: Io vorrei essere te.
Sai perché certa gente continua a scrutare tutto ciò che fai, a giudicare ciò che dici e trovare mille pretesti per poterti insultare? Perché di te non ha davvero capito niente, e nelle proprie malate fantasie prova ad immaginarti.