Corrado Eneches – Angelo
La pioggia: il pianto degli angeli.
La pioggia: il pianto degli angeli.
Abbiamo bisogno di credere che esistano, ci proteggono, luce nel buio… o come un bagliore di sole nella nebbia della vita.
Quale razza mai di angelo potevo essere io in mezzo a un cielo che non era fatto per essere il mio.
Un giorno passeggiando tra la confusione dell’irrealtà, mi accorsi che non ero più solo. Non riuscivo a comprendere perché sentivo questo. Poi i miei occhi umidi videro un Angelo, cosi dolce, bello, che con il suo volermi bene, asciugò le mie lacrime, e sanò le mie ferite, e da quel giorno io capi che solo non ero più perché da allora ci sei Tu.
Io credo che ci siano persone che hanno un grande dono, quello di farti sorridere anche nei giorni più tristi. Io qualche volta ci riesco e credo non vi sia gioia più grande che regalare un sorriso a qualcuno, che sia solo una persona che ne abbia bisogno o che sia la persona che ami.
Gli angeli sono quelli che incontri, ogni giorno, lungo la strada che camminano scalzi con le ferite nel cuore, perché hanno perso le ali.
Nel buio ho trovato il mio angelo. Un angelo pieno di paura e di odio, pieno di rancore e di voglia di vivere. Nel buio l’ho amato, l’ho cullato, abbiamo cantato e sognato. Abbiamo riso e ci siamo amati intensamente. Ma alla luce mi ha annientato.