Cristian Ghetes – Filosofia
L’abuso estremo di una cosa, porta, sì, male, ma pensandoci bene è la perfezione ultimata.
L’abuso estremo di una cosa, porta, sì, male, ma pensandoci bene è la perfezione ultimata.
Se io fossi la noia avrei baciato il divertimento per annoiare il mondo.
Il più splendido degli innamoramenti è quello che riesci ad avere con te stesso. Solo allora potrai conoscere il senso della libertà e del tuo genio nascosto, in grado di condurti nell’unico luogo dove esistono le risposte ai tuoi bisogni profondi.
Non sempre quello che non si vede non esiste. È un fatto di fede autentica. Altrimenti quelli che credono in Dio avrebbero tutti le allucinazioni. Dio infatti esiste. Ma ha paura della Storia. Uccidendomi, “curandomi”, respinge e ritratta la stessa fede nell’invisibile che gli portano, e non cancellerà quello che chiama sogni o chimere, bensì diventerà il Suo destino nella strada presa al contrario. E non la ritratterò neanche se dovessi bruciare per sempre tra le fiamme dell’inferno. Perché non servirebbe. L’esattezza di una via ha una sola direzione e non appartiene a chi la vede, esiste incondizionata da qualsiasi potere e vita, da qualsiasi cielo.
Il materialsimo finirà per dematerializzare tutto.
Una partita di uno sport a caso (facciamo pallavolo). Tu sei il giocatore meno influente di tutta la gara e tocchi palla una volta ogni morte di papa, è regolare che la battuta finale e decisiva della partita toccherà a te.
Se non crediamo nella libertà di espressione per le persone che disprezziamo, non crediamo in essa affatto.