Cristopher Iacò – Stati d’Animo
E quando varchi quella soglia ti spegni, come se chiudendo quella porta fossi uscito dalla parte in questa grande recita che è la vita.
E quando varchi quella soglia ti spegni, come se chiudendo quella porta fossi uscito dalla parte in questa grande recita che è la vita.
È si! Proprio si! Fuori di testa io? No! Forse un po’! Ma no! Che dico, come potrei!? Devo riflettere bene… e si, mi sa di si! Non è normale questo pensiero, eppure se guardo in giro… il mondo mi sembra. E già! Ii sa che, ma no! Si si è proprio così mi sa che… so proprio io… fuori di testa!
Non c’è peggiore sofferenza di desiderare amore da chi è causa della tua sofferenza.
Mi lascerò cullare dalle folate di vento e pioggia, e forse al mio risveglio sarò quel bambino di un tempo.
L’istinto è guerriero, la ragione è saggezza, il cuore… la voce che “urla” contro ogni ragione.
Io sono una tasca e la mia vita sono cuffiette dell’ipod. Se c’è modo di incasinarla, da qualche parte, si stia certi che ce la faccio.
La felicità, la serenità, la saggezza risiedono essenzialmente nel presente, unica dimensione del piacere (anche i ricordi si godono nel presente), da dove si può ricostruire un passato vissuto fino in fondo, momento per momento (“Entrando, hai lasciato l’ombrello a destra o a sinistra delle scarpe?” chiede un maestro zen al discepolo, per rammentargli che deve essere presente a sé stesso in ogni istante e in ogni azione), senza diventare ansiosi per un futuro comunque non controllabile.