Daniela Aspa – Arte
Il mio senso del bello non vive in un corpo ben vestito, in accessori ben abbinati, il bello per me risiede nelle parole, nei gesti, negli occhi che riescono a guardare dritto in faccia senza paura di lasciarsi sfuggire nulla.
Il mio senso del bello non vive in un corpo ben vestito, in accessori ben abbinati, il bello per me risiede nelle parole, nei gesti, negli occhi che riescono a guardare dritto in faccia senza paura di lasciarsi sfuggire nulla.
Anzitutto, credo che un critico ne sappia sempre di più sull’opera di un artista dell’artista stesso. Ma, allo stesso tempo, ne sa di meno: la funzione del critico è proprio quella di saperne contemporaneamente di più e di meno dell’artista.
L’arte, come l’informazione, deve essere liberà. Perché tenerla in prigione e chiedergli continuamente denaro?
Ama l’arte; fra tutte le menzogne è ancora quella che mente di meno.
I critici, come gli insetti, vogliono il nostro sangue, non il nostro dolore.
Certo è una cèlia, questa mia, cos’altro, ma se a Michelangelo fossero piaciute molto più…
L’arte è una questione di virgole.