Daniele De Patre – Ricordi
Pensò quanto fosse importante camminare sulla “sabbia”. Tornò a ritroso, riconobbe i suoi passi, capì quanta e quale strada aveva percorso.
Pensò quanto fosse importante camminare sulla “sabbia”. Tornò a ritroso, riconobbe i suoi passi, capì quanta e quale strada aveva percorso.
E poi all’improvviso un temporale, e ci sei tu a farmi compagnia: il ricordo.
Pensò quanto fosse importante camminare sulla “sabbia”. Tornò a ritroso, riconobbe i suoi passi, capì quanta e quale strada aveva percorso.
Io non posso molto, ma: parlami ed io ti ascolterò, porgimi il tuo orecchio ed io ti sussurrerò, tendimi la mano ed io l’afferrerò, porgimi la guancia ed io l’accarezzerò, avvicinati ed io ti abbraccerò. Io non posso molto, ma ci proverò.
Se qualcuno è stato veramente importante per te, non svanisce nemmeno dentro ai ricordi più nascosti. Il cuore leggerà sempre tra quelle righe e tra quelle pieghe di dolore che hanno segnato la sua presenza dentro di te.
Volevo fare troppo, non sono riuscito a fare nulla. Meglio pensare al poco.
Siamo in un grosso supermercato, zeppo di prodotti, i più disparati. Andiamo alla ricerca di uno specifico articolo, sappiamo che c’è; l’abbiamo sotto gli occhi, eppure vediamo tutt’altro e non lo troviamo. Così accade con l’amico: in mezzo alla massa cerchiamo da una parte all’altra, eppure spesso l’abbiamo davanti. C’è però una differenza non trascurabile: il prodotto al supermercato resta lì che aspetta…