Daniele De Patre – Vita
Il vento si placò, e “rumore” fu.
Il vento si placò, e “rumore” fu.
Capita che all’improvviso è come se si spalancasse una porta, e luce entra ad illuminare la stanza. E vedi tutto ciò che sino a quel momento intuivi annaspando solo al tatto. E senti privo di quei tappi che ti impedivo di ascoltare. Poi a distanza di tempo ti spieghi quello che non avevi compreso.
Capisci il senso della vita solo quando hai rischiato o stai rischiando di perderla, il più delle volte quando ormai è troppo tardi. Abbiamo mille ragioni per morire, ed una, una soltanto per vivere.
Forse si può avere un po’ di pace e vivere felici su questa Terra. Forse si può.
Non avevo capito fino ad allora quanto desiderassi continuare a respirare, continuare ad aprire gli occhi ogni mattina e poter uscire in strada per calpestare i ciottoli e vedere il cielo e, soprattutto, continuare a ricordare.
Non sarà facile conquistare il cuore di chi ha imparato a stare solo. Ha combattuto contro il mondo per ritrovare la propria vita e non sarà disposto a regalarla a chiunque.
C’è una diavoleria tecnologica che consente di comunicare con dispositivi tra loro compatibili, gratuita, esclusiva, immediata, la cui batteria può durare anche novanta anni, disponibile in differenti forme e colori. Mi pare si chiami sguardo.