Dante Castellani – Solidarietà
L’uomo veramente grande, è colui che è incapace di distinguere le cose grandi da quelle piccole.
L’uomo veramente grande, è colui che è incapace di distinguere le cose grandi da quelle piccole.
Io sono la luce che si spegne nel buio ma si riaccende nell’avvicinarsi di un’altra.
Sarò per sempre il cantore dei prigionieri, degli oppressi, dei calpestati, dei disadattati e dei deboli. Non credo sia una scelta di vita, ma l’indole di un animo ribelle.
L’indifferenza o la troppa discrezione sono genitrici della solitudine altrui.
La vita è un meraviglioso scherzo, che finisce male.
Un prete deve essere insieme piccolo e grande, nobile di spirito come di sangue reale, semplice e naturale come ceppo di contadino, una sorgente di santificazione, un peccatore che Dio ha perdonato, un servitore per i timidi e i deboli, che non s’abbassa davanti ai potenti, ma si curva davanti ai poveri, apostolo del Signore, capo del suo gregge, un mendicante dalle mani largamente aperte, una madre per confortare i malati, con la saggezza dell’età e la fiducia d’un bambino, teso verso l’alto, i piedi a terra, fatto per la gioia, esperto del soffrire, lontano da ogni invidia, lungimirante, che parla con franchezza, un amico della pace, un nemico dell’inerzia, fedele per sempre.
Non sono le superfici a fare il mondo ruvido, sono gli spigoli umani.