Dante Gabriele Rossetti – Nemico
Era uno dei miei più intimi nemici.
Era uno dei miei più intimi nemici.
Io non dimentico, e lascio in un angolo di me i torti ricevuti con inciso sopra il nome di chi li ha inflitti. Rancore!? No, io lo definirei di più un modo di mettere momentaneamente da una parte alcune cose, aspettando che la vita ti dia la possibilità di rispolverarle a dovere e renderle giustizia.
Le rivincite non servono. La vendetta lascia il sapore che trova la cosa migliore è sorridere perché oggi ciò che passo io un giorno toccherà sicuramente anche a te. La vita è una ruota che gira e prima di far lo stesso giro da tutti passa.
Io non rinfaccio i torti subiti, lascio che sia coscienza di chi me li ha inflitti a farsi sentire.
Non c’è peggior uomo spietato, che un buono con la voglia di vendetta.
I nostri peggiori nemici, e quelli con cui dobbiamo combattere più di tutti, sono dentro.
La forma peggiore di odio è quando ti fanno credere di averti perdonato ma in realtà non fanno altro che aspettare il momento propizio per vendicarsi.