Davide Capelli – Abitudine
È tutta una catena… devo essere solo… quando sono solo divento triste… quando divento triste bevo… quando bevo scrivo.
È tutta una catena… devo essere solo… quando sono solo divento triste… quando divento triste bevo… quando bevo scrivo.
È meglio sembrare uno zircone e farsi scoprire un diamante, che far finta di essere…
Se qualcuno per offendermi dovesse dire: sei una bestia… sarei felice perché saprei di avere ancora un po’ di umanità in me.
Io riuscii a mentire a mio padre, non la mia mano. “Puoi farmi la barba?” – domandò mio padre. Andai in bagno, presi il rasoio e la schiuma, un asciugamano e tornai da lui, steso nel letto del reparto dei malati terminali. Gli spalmai un po’ di schiuma. La mano tremava, non riuscivo a fermarla. Mio padre prese il rasoio dalla mia mano e disse: “Guarda, si fa così.” Io avevo quarantasei anni e mio padre, il giorno dopo, era morto.
Potrei leggere la pagina dello sport anche se i miei capelli andassero a fuoco.
Sono in battaglia con l’abitudine, con l’assuefazione, la ripetizione. Credo che vivere così è come…
Riesco ad amare ancora, nonostante gli inganni e i tradimenti.Riesco ad amare ancora perché voglio amare per sempre ed amando morire.