Davide Capelli – Anima
Le mie frasi non devo nemmeno pensarle. C’è un attimo tra il sonno e la veglia, tra il sobrio e l’ubriaco, in cui qualcuno me le suggerisce.
Le mie frasi non devo nemmeno pensarle. C’è un attimo tra il sonno e la veglia, tra il sobrio e l’ubriaco, in cui qualcuno me le suggerisce.
L’angoscia è una tenaglia che stringe l’anima, la strappa a piccoli pezzi, dilaniandola, lasciando al suo passaggio un corpo senza energia, senza volontà, senza speranza.
Parte della nostra anima risiede nell’anima di chi scegliamo accanto. Forse è questa l’empatia in realtà a tracciare la linea che definisce l’attrazione dei corpi e che, sviscerandosi sempre più dentro, crea e chiude il cerchio dell’amore.
Non stancarti mai di ascoltare quel dolce suono che arriva dall’anima: è il tuo canto.
Gli abbracci più solidi e forti sono quelli dell’anima perché indissolubili.
La fame sono io. Per fame, intendo quel buco spaventoso di tutto l’essere, quel vuoto…
Confesso che il mio doppio mi aiuta molto, mi salva la faccia. In realtà sono un uomo che rispetta le convenienze. Evacuo nella scrittura le fantasie e la follia. Metto nelle parole tutto quello che posso e ritengo così di salvarmi la pelle. Qualche volta mi prende la voglia di apparire, di fare parte dello spettacolo. Mi lascio tentare. Mi lascio andare. Per vanità. Per debolezza.