Davide Capelli – Morte
La differenza tra me e un impiccato è solo che i miei piedi, per ora, appoggiano ancora a terra.
La differenza tra me e un impiccato è solo che i miei piedi, per ora, appoggiano ancora a terra.
Parole che giungono al cuore facendolo sanguinare, prostrato agli accadimenti passati, ma con la radiosa speranza di bellissimi momenti futuri. Il cerchio si chiude nell’attesa della nuova resurrezione, così com’è per le stagioni che sottomettono la natura ma che l’accarezzano con i loro contributi d’amore per spalancare le porte del cuore ad un tempo migliore!
La gente pensa che io sia strano, io penso che loro siano normali.
La morte non è nel non poter più comunicare, ma nel non poter più essere compresi.
Le persone che fanno male al mondo non si concedono mai un solo giorno di riposo. Noi, che non possiamo essere da meno, ogni giorno illuminiamo d’amore il mondo.
Quando sul piatto della bilancia metti tutto il tuo cuore, l’anima e tutto il tuo…
Provo un perverso piacere nell’adorazione della morte, forse perché il mio spirito si ribella alla frustrazione della vita quotidiana.