Davide Capelli – Tristezza
A che servono le parole quando ci sono già le lacrime che parlano?
A che servono le parole quando ci sono già le lacrime che parlano?
E assolutamente in silenzio, iniziò a piangere in quel modo che è un modo bellissimo, un segreto di pochi, piangono solo con gli occhi, come bicchieri fino all’orlo di tristezza, e impassibili mentre quella goccia di troppo alla fine li vince e scivola giù dai bordi, seguita poi da mille altre, e immobili se ne stanno lì mentre gli cola addosso la loro minuta disfatta.
L’amore vero è sempre quello non corrisposto dall’altra parte.
Era il male oscuro di cui le storie e le leggi e le universe discipline delle gran cattedre persistono a dover ignorare la causa, i modi: e lo si porta dentro di sé per tutto il folgorato scoscendere d’una vita, più greve ogni giorno, immediato.
Talvolta si prende come cattiva abitudine l’essere infelici.
La tristezza è osservare il mondo con degli occhiali scuri.
L’infelicità è spesso definita come la differenza tra il nostro talento e le nostre aspettative.