Davide Trezzi – Scienza e tecnologia
Meglio di un ingegnere c’è solo un ingegnere appassionato.
Meglio di un ingegnere c’è solo un ingegnere appassionato.
L’unico fine della scienza è l’onore dello spirito umano.
È meglio una teoria sbagliata di una teoria vaga.
Le scoperte dell’uomo hanno ingigantito il progresso, ma il progresso ha fatto crescere l’uomo?
Ognuno è pagliaccio a modo suo. Chi più chi meno.
L’uomo di successo è colui che emerge, là dove gli altri falliscono.
Per me la scienza è fatalmente portatrice di valori. Pensando al discorso sul metodo mi viene in mente Galileo e le sue ragioni metodologiche. Non credo che la sua scienza fosse innocua, neutrale, innocente. Perla semplice ragione che le sue ricerche misero in crisi una prospettiva ideologica forte: quella fino ad allora sostenuta dalla Chiesa e dall’autorità scientifica appoggiata dal cardinal Bellarmino. È impossibile separare la scienza dal suo contesto storico sociale concreto. L’immagine dello scienziato chiuso inlaboratorio che fala grande scoperta è un po’ comica. A promuovere la scienza sono innanzitutto i gruppi interessati a usarne le ricadute: l’università, l’industria sempre più immateriale, i grandi centri medici e farmacologici, l’esercito. La portata ideologica della scienza lievita dentro questi interessi.