Dody Antonelli – Stati d’Animo
Mi chiedo quante tempeste dovrò ancora attraversare prima di tornare a sorridere.
Mi chiedo quante tempeste dovrò ancora attraversare prima di tornare a sorridere.
Ho provato ad essere ed ad avermi. Monotòno, monosillabica. Un soliloquio imbastito con la me più profonda, a fondo, sprofondata. Dislessica emozionale, con i “ti odio” scritti al posto dei “ti amo”, lettere grandi e piccole, con il disagio e l’imbarazzo di parlarne. Corretta solo in letti di fortuna, ansimata, asmatica. Diaframmatica. Non so confessarmi. Non so assolvermi. Eucarestia che si fa carne e non parola.
Quel che siamo lo sappiamo, nel momento in cui diciamo ciò che non pensiamo.
Ogni lacrima ha un sapore diverso.
Non reggo di fronte a tanta bellezza che il mondo elargisce a piene mani. Ho bisogno di angoli bui. Di spazi che mi somiglino, vuoti e spogli come me.
Si arriva a dipendere dalle persone che ci fanno soffrire molto più che da quelle che ci rendono felici.
Quello che so è che certe persone quando sono nervose mi vorrebbero usare come pungiball. Quello che non sanno è che io sono un modello particolarmente molesto che non solo schiva l’urto ma dopo gli rimbalza addosso!