Elena Usai – Abitudine
Le abitudini sbagliate le abbiamo per perderle! Non per giustificarci scherzosamente in merito ad esse; e scrollare le spalle cercando di non badare troppo alla responsabilità che abbiamo!
Le abitudini sbagliate le abbiamo per perderle! Non per giustificarci scherzosamente in merito ad esse; e scrollare le spalle cercando di non badare troppo alla responsabilità che abbiamo!
Viviamo, di solito, con il nostro essere ridotto al minimo; la maggior parte delle nostre facoltà resta addormentata, riposando sull’abitudine, che sa quel che c’è da fare e non ha bisogno di loro.
Vedevo d’improvviso una nuova faccia dell’Abitudine. Fino a quel momento l’avevo considerata soprattutto come un potere distruttivo che sopprime l’originalità e addirittura la coscienza delle percezioni; ora la vedevo come una divinità temibile, così inchiodata a noi, con il suo viso insignificante così confitto nel nostro cuore che si stacca da noi, se ci volge le spalle, questa divinità che quasi non distinguevamo ci infligge sofferenze più terribili di qualsiasi altra e allora diventa crudele come la morte.
E a volte mi diletta immaginarmi in un fumetto dove bisogna indossare una maschera per ottenere un po’ di rispetto, mentre qui nel mondo degli esseri animati, se si è fortunati, bisogna valicare montagne per sperar di essere rispettati.
Due cose assolutamente opposte ci condizionano ugualmente: l’abitudine e la novità.
Se mettessi un limite alla mia vita, questa, sarebbe già finita.
La cosa più difficile da interpretare, oggi, è la naturalezza di ciò che ci circonda e inconsciamente ci sfugge via…