Elena Usai – Poesia
Il poeta non va frainteso ne offeso; ma nella sua follia va compreso.
Il poeta non va frainteso ne offeso; ma nella sua follia va compreso.
L’ambiguità delle nostre lingue, la naturale imperfezione dei nostri idiomi, non rappresentano il morbo postbabelico dal quale l’umanità deve guarire, bensì la sola opportunità che Dio aveva dato ad Adamo, l’animale parlante. Capire i linguaggi umani, imperfetti e capaci nello stesso tempo di realizzare quella suprema imperfezione che chiamiamo poesia, rappresenta l’unica conclusione di ogni ricerca della perfezione.
Davanti a Dio il tuo dovere dev’essere assolto di cuore, perché sia gradito.
Il più sublime lavoro della poesia è dare senso e passione alle cose insensate.
Come con una parola o con un gesto si può ferire, così con una parola o con un gesto si può consolare.
La penna è la lingua dell’anima.
La poesia è amore, quell’amore che distingue il cuore da molti altri, e l’espressione di un anima avvolte inadatta a questo mondo fatto non solo cattiveria e falsità, e basato sulle cose materiali in generale.