Elia Trabalza – Vita
La vita è strana, si vive per morire.
La vita è strana, si vive per morire.
Chissà se la vita alla fine dei conti, dal dolore e dai dispiaceri che abbiamo subito, ci ripagherà tutti i bonus ottenuti con l’agognata felicità? Ma senz’altro questo semplice pensiero ci dona tanta gioia e serenità al cuore e all’anima che è nata eterna e, pian piano, si va logorando davanti all’infelicità. Chissà!
Mi hanno detto di essere felice, mi hanno urlato di credere in ogni loro possibile parola. Mi hanno ucciso in una giornata di sole… ora c’è musica sul mio domani.
Le mamme restano anche quando tutti se ne vanno.
Un giorno il mio corpo diventerà vecchio, e io non sarò invecchiato di un solo giorno.
Arriva il giorno in cui ti accorgi che un po’ alla volta ti hanno derubato, hanno portato via pezzettini di te senza nemmeno che te ne accorgessi e ciò che è rimasto non ti somiglia lontanamente ma è esattamente come ti volevano. È quello l’esatto momento in cui realizzi che ti possono strappare tutto ma non l’anima ed è proprio da li che devi ricominciare per rimpossessarti di chi eri e chi sei veramente. Riconquistare la dignità e il rispetto di te stesso per poterti guardare allo specchio dritto negli occhi ogni mattina.
In fondo, l’immensa maggioranza degli uomini, sono come prigionieri;con tutte le porte e le finestre chiuse,e così allora si sentono soffocare; e benché abbiano la chiaveche apre quelle porte equelle finestre,non se ne servono,perché hanno paura.Hanno paura di perdersi.Vogliono restare quello che chiamano se stessi.Amano la loro menzogna e la loro schiavitù.Qualcosa in loro le ama e vi restaaggrappato.Continuano ad avere l’impressione che senza i loro limitinon esisterebbero più.