Eliette Abécassis – Società
Siamo tutti clandestini. Clandestini del cuore. Tutte le persone che hanno un altrove e qualcosa di estraneo a loro stessi, in questo senso tutti noi lo siamo.
Siamo tutti clandestini. Clandestini del cuore. Tutte le persone che hanno un altrove e qualcosa di estraneo a loro stessi, in questo senso tutti noi lo siamo.
La lingua è poesia fossile.
Non dobbiamo sottovalutare mai le provviste primarie, quando finiranno le rimpiangeremo.
Nel silenzio delle leggi nascono le grandi azioni.
Possiamo dire che una cosa è bella, in quanto abbiamo l’idea di cosa sia una cosa brutta, e lo stesso dicasi per il bene e per il male.
I vincitori scrivono la storia, ma gli sconfitti sono quelli che la colorano.
La società è sempre più diffidente e deludente; prima ti “cerca”, ti vuole, come il pane. Quando ha mangiato fino all’ultima briciola, del tuo “sapere” ti scarica come un Barile: al porto!