Elisabetta Barbara De Sanctis – Desiderio
Sono solo parole, eppure turbano, scavano, penetrano, bagnano, si conficcano come aghi nella carne, ammaliano i pensieri. Eppure sono solo parole.
Sono solo parole, eppure turbano, scavano, penetrano, bagnano, si conficcano come aghi nella carne, ammaliano i pensieri. Eppure sono solo parole.
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Genuflessa a te, sottomessa hai tuoi voleri, assaporo il tuo miele, così dolce sulla mia lingua, tu padrone del mio piacere.
Se i miei occhi potessero parlare, sorriderebbero piangendo dalla felicità, se le mie labbra potessero baciare in un silenzio atroce gusterebbero il sapore della tua pelle e di quelle infinite guance. Se le mie braccia potessero volare, ti prenderei in volo abbracciandoti forte a me, se ti avessi qua con me ti prenderei per mano per non lasciarti più.
Se possedessi la lampada di Aladino, i miei tre desideri da chiedere al genio sarebbero; amore, amore, amore.
Quando si ama veramente qualcuno, anche se è lontano, lo si sente vicino, perché l’amore è un inquilino che abita e vive nel nostro cuore.
E fai mille giri, intorno ai desideri. Una sosta all’ombra di un’oasi. Poi di nuovo il deserto. Sotto il sole cocente, come una ferita che non sana mai. Tra beduini ospitali e ladri di Baghdad. Finito il riposo, riprendi a camminare. Più forte. Più attento. E inevitabilmente, più cinico e schivo.