Elisabetta Quaratino – Paura & Coraggio
Nella vita ho sempre temuto il giudizio di chi mi guardava dal basso verso l’alto, solo dopo ho capito che erano proprio queste persone a temere il mio.
Nella vita ho sempre temuto il giudizio di chi mi guardava dal basso verso l’alto, solo dopo ho capito che erano proprio queste persone a temere il mio.
La volgarità è il pretesto principe con cui i tromboni, di tutte le epoche, hanno cercato di tappar bocca alla satira. Si parva licet, anche del Boccaccio dicevano che era volgare e anche lui difendeva la sua arte, come me in questo momento. La verità è che la satira non è volgare, è esplicita. La satira usa come tecnica la riduzione al corporeo, alle esigenze fisiologiche primarie: mangiare, bere, urinare, defecare, scopare. Lo fa per sovvertire le gerarchie costituite. È il potere liberatorio della satira, secondo la tradizione millenaria che dalle sette dionisiache arriva fino al nostro Carnevale. Non esiste sacro senza profano. Il sacro senza profano diventa integralismo.
È un pezzo della vita mia che mi porti via, Papà! Un buio che mi fa paura senza te.
L’unica cosa che ci manca è il coraggio. Il coraggio capovolge le situazioni, le convinzioni, e se ci impegniamo pure il destino. Proviamo a fare tutto ciò che non abbiamo fatto finora, armiamoci di coraggio e issiamo le vele, partiamo per nuovi orizzonti.
I dubbi e le paure logorano i rapporti, ecco cosa ho capito e imparato a care spese. Ecco cosa non vorrei fare con te! Ho paura, si ho paura!
La guerra non si vince con la semplice vittoria, ma è la tenacia a far di essa una vittoria…
L’unica cosa di cui dobbiamo avere paura è la paura stessa.