Emanuele Parlati – Accontentarsi
Mollare sarebbe la cosa più semplice da fare… ma quanto ti accorgi di avere tutto a sfavore con poche possibilità di farcela scatta una sorta di molla dentro di te che tutto può e deve cambiare!
Mollare sarebbe la cosa più semplice da fare… ma quanto ti accorgi di avere tutto a sfavore con poche possibilità di farcela scatta una sorta di molla dentro di te che tutto può e deve cambiare!
Il vento che sospinge le vele della mia scrittura è la brezza della ricerca, un’indagine volta alla comprensione del perché all’improvviso, quando il sole è alto, le vele spiegate e il respiro di tutto l’universo pare sospingermi, d’un tratto, senza preavviso alcuno, esso possa cessare, piantandomi in asso nel bel mezzo di un ragionamento, di una proposizione.Oggi ulula malinconico, e tiepido fà scivolare lieve la mina ma tutto ad un tratto non sò più che dire… ecco è successo ancora.
Chi vuole aspirare a scalare la più ardua strada della vita verso il successo si deve “accontentare” di camminare molto lentamente; si potrebbe precipitare e non rialzarsi più.
Ma ci si sente realmente felici, ad avere e volere sempre di più e solo per se, per poi credere, che questo, ci renda insoddisfatti? Veramente, è quello che abbiamo e non quello che facciamo, che ci rende così importanti?
Preferisco soffermarmi con le note infelici, della mia allegra solitudine, mentre sorseggia tra pagine parole pensate, scritte, da mente, capace e sapiente, che ascoltare, la musica stridente delle gaie risate del’ignoranza, che nelle stesse s’avvolge, si culla si mostra, si danza.
Non c’è bisogno di una finestra per guardare fuori. Quello che cerchi è li di fronte a te.
Bisogna essere molto forti per sorridere mentre piove su di te. Bisogna aver un cuore di leone per sorridere camminando sotto la pioggia che ti bagna e cerca di oscurare il sole che hai dentro di te.