Emilio Rega – Abitudine
E continuiamo a parlar d’amore per vizio o per abitudine.
E continuiamo a parlar d’amore per vizio o per abitudine.
L’abitudine è un’eterna anestesia mortale.
Ma se i morti sono in Paradiso, perché portare i fiori al cimitero?E se malauguratamente fossero all’inferno perché illuminarli con futili lumi di cera? Potrebbero forse guardarci indignati?Se l’anima vive ed è invisibile non sarebbe meglio rimembrarli col pensiero anch’esso invisibile e intoccabile?E se l’anima sopravvive alla morte perché li chiamiamo defunti?
Non mi piace ricordare, chiamare a gran voce un ricordo e isolarlo dalla compagnia sterminata…
Nulla rende lo spirito angusto e geloso come l’abitudine di fare una collezione.
Chi è schiavo dell’abitudine,la libertà lo spaventaper paura di perdersi nell’immenso.
Persone molto più attaccate ai loro fottuti beni materiali e alla loro fottuta finta vita perfetta che alla loro pelle e al loro rattrappito cuore.