Enzo Di Maio – Politica
Se fossi una colomba e volar potessi, con le mie feci, del mondo, bombarderei tutti i potenti e dall’alto in basso a lor direi: “vedete, brutti stronzi, tanta boria manifesta e basto solo io a cacarvi in testa”.
Se fossi una colomba e volar potessi, con le mie feci, del mondo, bombarderei tutti i potenti e dall’alto in basso a lor direi: “vedete, brutti stronzi, tanta boria manifesta e basto solo io a cacarvi in testa”.
Vivere è come giocare una partita a scacchi. Sino ad ora sto vincendo ma, inevitabilmente, arriverà’ il giorno che sentirò’ una voce dentro che mi dirà’ “scacco matto!”
Quando i rappresentanti del popolo non hanno il coraggio di decidere, la democrazia diventa demagogia spicciola praticata da chi non ha competenza alcuna su nulla.
È il 19 luglio 1992 che finisce la giustizia italiana, una fine che arriva nel modo più efferato e drammatico che si può immaginare. Una fine che si vede negli occhi lucidi, increduli e rassegnati di un uomo che allora era uno degli ultimi uomini della vera giustizia. Tutto di li in poi si sgretola in un sistema che così brutalmente malato che ci ha portati a questa attuale situazione, perché di Uomini di giustizia come quelli capitano una sola volta e gli si abbandona a un destino che viene ritenuto sia solo il loro, e si arriva a capire troppo tardi che con loro è morto lo spirito di giustizia e legalità del “Bel Paese”.
L’unica cosa che i politici possono insegnare agli italiani è come andare al potere dicendo una cosa e poi restarci facendone un’altra.
La differenza tra un delinquente comune ed un politico è che per il primo ci sono le prove.
Se loro scrivono “nero”, tu leggi “bianco”. Falli incazzare e fotti il sistema.