Enzo Di Maio – Stati d’Animo
Vivo, ascolto e penso, perché parlare, ancora oggi, pare che non sia concesso.
Vivo, ascolto e penso, perché parlare, ancora oggi, pare che non sia concesso.
Sono la lontananza, sono la corsa di un bambino verso sua mamma sono in un sogno antico, sono nella pancia di un lupo e non voglio assolutamente pensare a niente se non alla luce che arriva quando mi apri le parole addosso e non voglio fare nulla se non principalmente galleggiare nello scrigno in plasma di una nebulosa che si prepara a vivere il riflesso di tutto ciò che resta. Ancora per pochissimo; circa dieci miliardi di anni.
Guardarsi allo specchio non è mai facile; se ti osservi a fondo non scopri solo i difetti fisici che vorresti cambiare, ma scopri di più. E a volte quel di più può far male, un male dentro che è difficile da curare.
Niente più della solitudine ti può aiutare a fare un bilancio della tua vita, a trarre conclusioni, a riconoscere gli errori, a porre rimedi, a sognare… a gioire… a credere…
Le parole più belle sono quelle non dette, forse per questo rimangono tali.
Empatico per indole, apatico per esperienza, sociopatico per necessità.
Le parole sono come i tatuaggi, alcune si cancellano col tempo, altre ti segnano a vita.