Fabio Privitera – Ricordi
Gli attimi sono brandelli di infinito che restano dentro di noi, ed è nel loro ritorno, quando leggiamo qualcosa, annusiamo qualcosa, osserviamo qualcosa che riecheggiano, e noi li riviviamo nel bene e nel male.
Gli attimi sono brandelli di infinito che restano dentro di noi, ed è nel loro ritorno, quando leggiamo qualcosa, annusiamo qualcosa, osserviamo qualcosa che riecheggiano, e noi li riviviamo nel bene e nel male.
Gli anni mi hanno reso più vecchio dell’ultima volta che ho visto il tuo viso, mille bugie mi hanno reso più freddo, non posso più guardare allo stesso modo.
I sogni non sono desideri. Il sogno è qualcosa di inconscio, è un intuizione che ti coglie oltre il pensiero cosciente. Non è “qualcosa che vorremmo”, questo pensiero è proprio del desiderio. Il sogno, invece, non è qualcosa che “vogliamo” coscientemente prima che accada, ma che quando accade diciamo “Ecco, questo è quello che voglio.”
Appari di sbieco per non mostrare la tua debolezza ma nel farlo mostri più di quanto immagini: diffidenza, indulgenza sensualità, malinconia eleganza, fragilità. Nel nasconderti in parte ti mostri nella tua interezza.
Quando chiudo gli occhi e ti penso, a volte immagino ancora le tue labbra sfiorarmi e farmi impazzire.
Due conchiglie, due farfalle, due croci, ed io coltivo il mio conflitto di ricordi. Le vertigini che il mare della vita aiuta a cancellare, oscillano, dondolandomi di quiete. Esiste nella memoria un ricordo di dolcezza dove noi dolcemente siamo prigionieri, le braccia della mamma.
Da qui cominciano i ricordi e le illusioni divengono cristalli di sale.