Fabrizio De André – Musica
Ti ho trovata lungo il fiumeche suonavi una foglia di fioreche cantavi parole leggere, parole d’amoreho assaggiato le tue labbra di miele rosso rossoti ho detto dammi quello che vuoi, io quel che posso.
Ti ho trovata lungo il fiumeche suonavi una foglia di fioreche cantavi parole leggere, parole d’amoreho assaggiato le tue labbra di miele rosso rossoti ho detto dammi quello che vuoi, io quel che posso.
A volte penso che la mia chitarra sia un po’ il mio terapista.
Non serve a niente l’ira, non serve a niente la colpa, non c’è niente da dimostrare, tutto e sempre lo stesso.
Quando una determinata canzone, porta il tuo corpo a muoversi al suo ritmo, senza che tu abbia mai pensato di farlo. Non saprei spiegarlo, di solito si comincia dalla testa, nel mio caso mordo il labbro inferiore fino a coinvolgere tutto il corpo.
Musica: “musa” ispiratrice di tante emozioni… Ogni melodia, racchiude in ognuno che l’ascolti sensazioni diverse: amore, tristezza, gioia, dolore, lacrime.La nostra vita è scandita dalla musica che ci permette di ricordare e legarci ad una determinata canzone in base alle sensazioni che in quel momento sentiamo e viviamo.
Io scrivo la musica che mi piace. Se alla gente piace, bene, possono comprarsi i dischi. E se non gli piace, possono sentirsi Michael Jackson.
Maurizio Ortolani, colonna sonora della mia vita ha traslocato le sue note nell’arida terra, ma la sua melodia è in me. Ricordo che m’insegnò ad entrare nei componimenti, diceva di un brano che ti emoziona “Va ascoltato tre volte”. Tre è un numero ricorrente nella vostra religione e per me la musica è un culto. La prima volta devi prestare attenzione solo alla voce cercando d’esularla dalla musica che ascolterai la seconda volta comportandoti al contrario, la terza volta sentirai solo lo strumento che più t’illumina. Ancora oggi volteggio nella stanza buia sorridendo al flauto di Ian Anderson. È così che diverrà più d’un emozione, sarà un organo in più del tuo corpo… penso con le lacrime agli occhi quale possa essere il motivo che possa accompagnare il mio viaggio… piango perché troppo poca è una morte sola.