Federica Bosco – Figli e bambini
“Come stai?””Aspetto di morire”.”Va bene mamma”.
“Come stai?””Aspetto di morire”.”Va bene mamma”.
Afflitta dalla vita, ti rendi conto che hai dimenticato come essere bambina. E, ti accorgi che il tuo sorriso è spento cerchi di ritrovare quella bambina dentro di te, ma, si è persa, persa in questo mondo afflitto dalla realtà!
La pazienza è la virtù di chi ha un figlio da crescere.
Conosciamo, fin dai primi istanti della nostra vita, il dolore, quello di una madre. Viviamo perpetuando tale dolore, scordandoci però, che siamo stati concepiti durante il massimo piacere altrui.
Dalla paura al dolore e dal dolore alla libertà.
Quando Lucy Marinn aveva sette anni, accaddero tre cose: la sua sorellina Alice si ammalò, le fu assegnato il suo primo progetto per la fiera della scienza, e scoprì che la magia esisteva davvero. Per essere più precisi, scoprì di avere il potere di fare cose magiche. E per il resto della vita, Lucy avrebbe custodito la certezza che la distanza tra l’ordinario e lo straordinario non era altro che un passo, un respiro, un battito del cuore.
Non dimenticherò mai il nostro primo incontro, la più bella emozione che una mamma possa provare, vedere un fagottino per la prima volta e innamorarsi perdutamente.