Federico Cerniglia – Abbandonare
Vagavo per la città, spensierato e con quella grande torre che spiccava nel cielo, adesso è stata sommersa dalle nuvole, e poi quasi come se il sole l’avesse sciolta. Non sono più da quelle parti.
Vagavo per la città, spensierato e con quella grande torre che spiccava nel cielo, adesso è stata sommersa dalle nuvole, e poi quasi come se il sole l’avesse sciolta. Non sono più da quelle parti.
Come una stella cometa lassù nel cielo scuro, come un delfino che va tra le onde. Io ti osservo da qui da quest’isola deserta, ripensando a cos’era la mia vita laggiù in Italia. Come un tronco in balia del mare che torna sempre sulla spiaggia, come un uccello migratore anch’io tornerò.
Si rischia di crollare nel pozzo del nulla, quando vicino al tutto ci leghi qualcosa…
Neanche la gabbia toracica aiuta al cuore a non ferirsi.
Tutto perisce nell’abbandono.
Così abbasso gli occhi e senza dire una parola… mi volto e tu vai via!
Oltre l’orizzonte dimenticherò il tuo nome, ma ogni volta che m’incammino l’orizzonte si allontana.