Federico Cerniglia – Desiderio
Se potessi, lo farei, ma non lo faccio perché so di non potere.
Se potessi, lo farei, ma non lo faccio perché so di non potere.
Il possesso disperde l’attrazione.
Sostituire il dolore al desiderio, questo significa l’ironia, ed è perciò che l’ironia è simile all’umorismo, perché anche quest’ultimo nasce dal dolore.
Non sono che il contabile, dell’ombra di me stesso se mi vedete qui a volare.
I nostri corpi inaspettatamente compenetranti erano un incontro unico di carne e dolorose attese, inno ingiustificato a quella vita che finalmente ci aveva sorpreso. Sospesi in un abbraccio eterno, quella piccola stanza nel cuore di Roma era il nostro ritaglio di paradiso, il nostro improvviso riscatto da un’esistenza tiepida e senza tumulti. In quella stanza benedetta, vergine per noi, priva di qualunque orpello inutile, oltre all’ansare del nostro respiro, non c’erano altro che cielo e luce e quell’atto sessuale veniva a completare un amore che, ora, veramente, non veva bisogno d’altro.
Santa fortuna che vegli sugli uomini senza virtù, vienimi a trovare.
Non so quando ti avrò di nuovo, ma sinceramente mi manchi un mondo.