Federico Tetsuya – Abbandonare
Non dire che hai bisogno di me se poi te ne vai.
Non dire che hai bisogno di me se poi te ne vai.
Spesso ci si abbandona a se stessi quando l’ultimo velo di follia si allontana senza voltarsi indietro.
Poi la guardo siamo nella stessa stanza la cerco sempre con gli occhi ed è li vicina a me, bella più che mai e capisco di quanto ho perso, quando l’avevo non me la sono tenuta stretta e quando lo persa il suo valore si è fatto sentire molto di più di quanto credessi.
Per alcuni è naturale pensare di entrare e uscire dalla vita di qualcun altro, solo perché quel qualcun altro è accondiscendente a lasciarlo entrare. Pensa, si illude probabilmente, che nell’uscire da una casa lasciando la porta aperta possa ritrovare tutto com’era, ogni cosa al suo posto, al suo rientro. Ma lasciare la porta aperta mette una persona, così come ogni casa, soggetta al vento, alla pioggia, a chi vuole approfittarsi dell’incuranza di chi l’ha lasciata incustodita. Nessuno resta tale e quale quando un altro se ne va, non vi è casa che resta tale e quale se lasciata a sé.
Non c’è niente che sia per sempre.
Ogni anziano che muore è come se prendesse fiamme una biblioteca.
Abbandonarsi al sonno è concedersi al tempo che trascorre e non ti appartiene.