Fiorella Cappelli – Abbandonare
Un grande cuore galleggia sempre, anche se non c’è più; è quello dei codardi che affonda, nella memoria del mondo.
Un grande cuore galleggia sempre, anche se non c’è più; è quello dei codardi che affonda, nella memoria del mondo.
Me ne vado… a cercare almeno l’ombra di un presente, tra la nebbia di un incerto futuro.
Non si fugge dai luoghi con altri luoghi, ma con le persone. E viceversa.
Neanche la gabbia toracica aiuta al cuore a non ferirsi.
Un aborto commesso è un festeggiato che svanisce, colpa dei fessi che distruggono anche se stessi, quando lo capiscono si imboscano in vergogne.
Le assenze presenti mi procurano meno dolore rispetto alle presenze assenti, con le quali non riesco più a convivere.
Un abbandono non richiede necessariamente un saluto, una fine dichiarata, un momento consapevole, un “addio” detto prima di voltarsi, uno sguardo che si sofferma su ciò che non sarà più, esitando tra malinconici nodi… No. Un abbandono può già essere adesso, silenzioso, mentre – ignari – stiamo l’uno accanto all’altra, vicini… ma con le Anime distanti come due universi invisibili.