Flavia Ricucci – Desiderio
Se di “te” mi raccontinon dire “noi”, non vogliosapere a chi appartieni.
Se di “te” mi raccontinon dire “noi”, non vogliosapere a chi appartieni.
Non si ha abbastanza territorio su cui volare, neppure troppe illusioni da potersi giocare perché nulla è illusione se lo si crede certo. Era una calda panchina di quel sole di maggio voleva sentirsi il caldo nelle ossa. Proveniva da un lungo inverno che all’apparenza sembrava finito Gli strascichi dell’anima ne aveva congelato i pensieri non le emozioni.
L’orgoglio nega il desiderio.
Ora è tempo di bere, ora è tempo di battere la terra con piede libero da vincoli.
Ho bisogno di abbracci, di baci, di sorrisi, ho bisogno d’amore.
La sua espressione era inqiuetante: sembrava lacerato, quasi dolorante, di una bellezza tanto fiera da farmi sentire il desiderio di toccarlo con la stessa violenza di poco prima.
C’è chi per Natale vorrebbe un treno di soldi e poi ci sono io che mi accontento di un “vagone” di tranquillità.