Francesco Andrea Maiello – Televisione
Vanno educati i giovani con la luce delle poesie, e non con i soldi delle televisioni.
Vanno educati i giovani con la luce delle poesie, e non con i soldi delle televisioni.
Non capisco perché alla televisione, per fare la pubblicità di un pannolino, abbiano scelto un neonato che fa la pipì blu.
La luce solare è energia materiale (l’elio nobilita l’idrogeno), l’amore è energia spirituale (la coscienza nobilita l’uomo)
Tempi moderni: amici in casa (social network), telefonino al posto della testa (selfie) e bollette da pagare (calcioscommesse).
È il simbolo vivente del giornalismo televisivo. Il volto più noto dell’informazione alla Rai, dove del resto ha lavorato per 42 anni. Poi il diktat bulgaro, addì 18 aprile 2002, prontamente eseguito dall’apposito Agostino Saccà. Da allora Il Fatto, che da otto anni accompagnava gli italiani dopo il Tg1, il programma più visto della tv, che raccoglieva ogni sera quasi un terzo del pubblico, è scomparso. E, con esso, il suo conduttore. Ultima puntata, il 31 maggio 2002.
La cotta: inebriante follia (poesia) dell’anima in poesia (follia) sognando ad occhi aperti.
La pubblicità è una sinfonia di messaggi, è un mondo di sogni, è arte della comunicazione, si, è arte di trasmettere scemenze.