Francesco Iannì – Anima
Perché vantarsi di possedere un’anima, se poi la si nutre di soli peccati?
Perché vantarsi di possedere un’anima, se poi la si nutre di soli peccati?
Qual è il nome segreto di quel Dio che per l’amore proprio desidera il sangue di tutti i suoi figli? Perché creare l’immenso per poi distruggerlo? Perché donare un’anima che resterà immortale all’uomo, per poi permettergli di renderla impura per l’eternità?
Ciò che è dentro è un tesoro nascosto. Pochi hanno il coraggio di affrontare le battaglie, per arrivare a scoprirlo e portarlo alla luce.
Se è vero che abbiamo l’anima, quella di chi è felice si deve allargare e allungare e viene fuori dal corpo come un elastico e rimanere così fuori perché ha tante cose da provare, tanti sentimenti da accarezzare e tante voci da ascoltare. Si fa amare e si fa coccolare come i bambini viziati ed è anche parecchio egoista perché sa che non potrà starci in eterno là fuori a godersi quel cielo e quelle nuove e quel colore che pochi sanno chiamare con il nome giusto, il nome giusto per un colore. Il nome giusto per un viso, per due occhi e per un sorriso. Solo quello conta. Un elastico prima e poi deve tornare.
È dolce invecchiare con l’animo onesto, come in compagnia di un amico dabbene.
Potrei forse gioire del profumo dei gigli se prima non mi sporcassi le mani con del terriccio?
Il sogno nasce nel pensiero e si materializza con l’anima.