Francesco Iannì – Felicità
Forse dovremmo essere felici solo per il fatto di respirare. Forse non è scontato che respiriamo.
Forse dovremmo essere felici solo per il fatto di respirare. Forse non è scontato che respiriamo.
La vita è breve. Fai le cose che ti entusiasmano di più, circondati di persone che ti fanno stare bene, concediti pure qualche piacere. Il tuo primo dovere è essere felice.
Oggi voglio bruciare i petali di un brivido per sentirne l’odore, e accarezzarne anche le spine per vivere appieno ogni singola emozione.
Gli spiritosi si dividono in due tipologie: gli allegri e i tristi. Lo spiritoso allegro, probabilmente, è sempre stato tale e non ha bisogno di sentirsi dire di essere divertente, poiché sa già di esserlo. Lo spiritoso triste, invece, ha dovuto coltivare l’umorismo per puro spirito di sopravvivenza, un po’ per esternare i propri dispiaceri, un po’ per farsi tirare su, di tanto in tanto, da qualcuno in grado di entrare in empatia con i suoi sentimenti. Quando viene definito “simpatico” dagli altri, dopo una prima fase di soddisfazione illusoria, lo spiritoso triste si accorge di non aver ottenuto quel calore umano di cui avrebbe bisogno, essendo stato associato per errore all’altra categoria di spiritosi. In realtà, uno spiritoso triste non può accontentarsi soltanto di un semplice “ti trovo simpatico”.
I sentimenti non hanno età, non hanno sesso, ma desiderio di vita, amore e soprattutto voglia di felicità.
L’attimo colto e vissuto diventa il cristallo di un presente infinito che non ha né passato né futuro.
Spesso frastornati dai grandi eventi, dall’ansia di realizzare e afferrare ogni cosa, dimentichiamo il potere magico delle piccole cose, quelle che racchiudono gioie immense, quegli attimi che una vista, resa miope dall’abitudine a fissare il tutto, il tanto, l’eclatante, non vede più! Le piccole cose, gli attimi invisibili nascondono la vera sostanza della vita, quella che fa palpitare il cuore e aprire l’anima, che non hanno una loro storia ma fanno la nostra storia.