Francesco Iannì – Tempi Moderni
Viviamo in un periodo in cui la fantasia è un bene che non tutti possono permettersi, poiché in pochi conservano ancora gli occhi dell’infanzia.
Viviamo in un periodo in cui la fantasia è un bene che non tutti possono permettersi, poiché in pochi conservano ancora gli occhi dell’infanzia.
Ci sono giorni in cui mi sento soltanto un idealista incallito con qualche dote, ma come paralizzato, senza alcuna esperienza di un mondo che, in fondo, mi fa tanta paura.
Ci incontriamo, ci conosciamo, ci separiamo e ci incontriamo di nuovo; questo è un percorso obbligato e immutabile nella vita di tutti noi.
La trasgressione è un affare davvero complicato; in fondo, altro non fa che mostrare tutte le nostre incapacità umane e debolezze, rivelare quanto poco in grado siamo di rimanere attaccati ai principi che ci hanno insegnato da bambini, mostrare che tutto è più complesso di quello che sembra.
Il sesso dovrebbe essere il complemento dell’amore, non il suo surrogato.
Continuiamo a subire la cosciente e lucida volontà egoistica di una generazione malata di egocentrismo e la folle raccolta di ricchezze vane, di chi ruba pane, acqua, casa, lavoro, soldi, e uccide volutamente il diritto di vivere di ogni essere umano.
Tutto può cambiare, ma non il linguaggio che ci portiamo dentro, come un mondo tutto esclusivo e alla fine paragonabile all’utero della propria madre.