Francesco Iannì – Vita
Da inconsapevole interprete, spesso vorrei trasformarmi in un abile regista.
Da inconsapevole interprete, spesso vorrei trasformarmi in un abile regista.
I barboni sono randagi scappati dalle nostre case, odorano dei nostri armadi, puzzano di ciò che ci manca. Perché forse ci manca quell’andare silenzioso totalmente libero, quel deambulare, perplesso, magari losco, eppure così naturale, così necessario, quel fottersene del tempo meteorologico e di quello irreversibile dell’orologio. Chi di noi non ha sentito il desiderio di accasciarsi per strada, come marionetta, gambe larghe sull’asfalto, testa reclinata sul guanciale di un muro? E lasciare al fiume il suo grande, impegnativo corso. Venirne fuori, venirne in pace. Tacito brandello di carne umana sul selciato dell’umanità.
Non vince chi arriva primo, a volte nella vita vince chi arriva ultimo. Percorso più difficile, più lungo e più esperienza.
La vita essenzialmente è un continuo bungee jumping. Ci tuffiamo nel vuoto da cui poi non è sempre semplice risalire. A volte non basta volerlo. Non provarci però sortirebbe lo stesso effetto. Sarebbe come lasciare una partita di poker dopo aver visto le prime due carte che la sorte ti assegna. Non si sa mai cosa c’è dopo. È per questo che ho scelto di vivere sempre al massimo e nel caso bluffare, non posso certo arrendermi per un paio di mani andate male!
I miei complimenti a chi si è finto amico, a chi mentito, a chi ha giocato. I miei complimenti a chi ha voluto fare di me il “suo” problema. A chi ha solo pensato che chi tace e sta nel suo sia fesso. I miei complimenti anche a chi è stato onesto, sincero e coerente. A chi c’è stato e non si è risparmiato. Grazie! Oggi vi devo quello che sono!
Nulla accade per caso. La miglior parte di vita è quella che ancora dobbiamo vivere.
Finché c’è memoria i ricordi non moriranno.