Francesco Nitti – Tempi Moderni
Nel caotico vivere contemporaneo, abbiamo dimenticato l’importanza del silenzio.
Nel caotico vivere contemporaneo, abbiamo dimenticato l’importanza del silenzio.
Certi titoli di film se fossero rapportati alla realtà subirebbero inevitabilmente delle modifiche, per esempio, non so, un: “scusa ma ti chiamo amore” diventerebbe: “scusa ma ti chiamo coglione”.
Distratta, indolente, prudente, la nostra borghesia ama i suoi figli viziati e ribelli.
L’uomo moderno è come il macchinista che spala furiosamente carbone nella caldaia, senza mai sporgere la testa fuori dalla cabina, senza guardare se la ferrata è sgombra, o se almeno esistano i binari.
Lo spirito commerciale è lo spirito del mondo. È senz’altro lo spirito grandioso. Esso mette tutto in movimento e collega tutto. Risveglia paesi e città, nazioni e opere d’arte. È lo spirito della civiltà, la perfezione del genere umano.
L’Italia è l’antica terra del Dubbio. […] Il dubbio è un gran scappafatica. lo direi quasi il vero padre del dolce far niente italiano.
Uscire dalla città, a piedi, è faticosissimo. T’investe la lava bollente del brutto, del rumore, strade sopra strade, tremendi ponti di ferro, treni, camion, Tir, corsie con sbarramenti, impraticabili autostrade, un vero teatro di guerra.