Gaetano Lo Presti – Destino
Il Dolore è la Pietra che Dio ti offre per Scolpire la Tua Opera d’Arte.
Il Dolore è la Pietra che Dio ti offre per Scolpire la Tua Opera d’Arte.
Il destino contempla l’anima di qualcuno perché vuole donargli l’eternità e per farlo distrugge un attimo incancellabile.
Immettere lo spirito di un colpevole nel flusso del Cosmo, segue una natura preordinata perché la struttura si sostenga in un equilibrio. Ma immettere uno spirito perché si vuole raddoppiare l’energia che fa ruotare i pianeti, crescere le piante, fa girare gli atomi nel loro ciclo, per rendere illimitata e generosa la luce, l’energia nucleare dei soli e delle galassie, raggiungere la bellezza eterna estirpata ed estratta dall’essere, nel tempo, non prende in esame i veri effetti e la loro portata. Salvare i suoi figli e servi e l’angelo sua moglie, lo sta portando in qualcosa di peggiore di qualsiasi incubo, che può rimandare ma non evitare. Cercare di vivere presuppone saggezza, cercare l’immortalità ne presuppone molta di più, l’astuzia non basta. Chi si sente superiore alle forze che sostengono l’universo condanna chi lo segue e anche chi capisce dove sta per condurre la vita. Quella di questa realtà, ma anche delle altre, chi la vive, e anche chi la crea, che nella luce raddoppiata crolleranno rovinosamente come una costruzione di carte impilate generate ognuna con un pezzo di Mondo violentato e consumato, struttura in rovina, di cui non resterà niente, nemmeno il suo creatore. Io potrò magari godermi lo spettacolo, senza partecipare, perché come ben sa, ne sono fuori. Il destino ha un senso dell’umorismo fantastico. Si può scegliere di lamentarsi e guerreggiarlo, perché “il destino non sa chi sono io!” O vedere che porta soltanto nel luogo per cui si ha combattuto, mentito, abusato dell’autorità, ucciso e vinto per poter ottenere quello che si voleva.
E per stanotte i tifosi hanno dimenticato l’affannoso grigiore della vita quotidiana. Vanno in giro strombazzando per la città come fosse un personale momento di gloria che li riscatti dai soprusi, dalle perdite, dalle umiliazioni che, da domani, spegneranno nuovamente il loro sorriso, ma stanotte no, stanotte ognuno è appagato con se stesso, ognuno è vincente.Si, anche il calcio è poesia pure se fatta… con i piedi!Buona notte, Italia.
Tutto quanto è seminato in terra arida pur morendo non fruttifica. Ha rifiuto per la terra che l’accoglie.
È inutile lottare contro il destino, lui vince sempre.
Quanto tempo ha un uomo nella vita? Questo tempo possiamo calcolarlo in anni, in mesi, in giorni, persino in secondi. Possiamo dire che un uomo ha tanto tempo o possiamo dire che ne ha poco. In verità noi diciamo che ha una porzione di tempo limitato perché così la vogliamo intendere! I minuti sono una convenzione, in verità il tempo siamo noi e solo noi possiamo decidere di farlo accelerare oppure farlo addirittura fermare! Quindi alla domanda quanto tempo ha un uomo la risposta è semplice: quanto ne vuole lui! Un uomo può morire di vecchiaia? Solo se decide che il suo tempo è finito!