Galileo Galilei – Sogno
Quello che noi ci immaginiamo bisogna che sia o una delle cose già vedute, o un composto di cose o di parti delle cose altra volta vedute.
Quello che noi ci immaginiamo bisogna che sia o una delle cose già vedute, o un composto di cose o di parti delle cose altra volta vedute.
Sto sognando, e non ho voglia di svegliarmi! Cosa? Ovvio! Sto sognando che esiste l’amore, e, per favore non svegliatemi!
Nel sogno dunque l’uomo si rivela interamente a se stesso nella sua nudità e miseria originarie. Una volta sospeso l’esercizio della sua volontà, egli diviene lo strumento di tutte le passioni contro cui, nello stato vigile, ci difendono la coscienza, il senso dell’onore, la paura.
Ne ho perso di tempo: ne ho sprecato dietro ad inutili sogni, a rincorrere persone che non mi sono mai venute incontro. Ne ho bruciato cercando di capire le persone, cercando le loro attenzioni. Ho capito che tutto ciò che vuole esserci, c’è. E quello che non vuole esserci mai ci sarà.
Stanotte ho fatto un sogno, il più banale della mia vita.Tornavo tardi, come sempre, dal lavoro, ma mi squillava il mobile ed eri Tu che mi chiedevi quando sarei arrivato.Entravo in casa e mi accoglievi con il tuo pigiama dalle mucche pazze.Preparavamo insieme un banale piatto di pasta, mentre parlavamo sorridenti di banalità.Ci sedevamo insieme sul divano guardando un banale programma televisivo.Poi, andavamo in doccia insieme, con te che indossavi una banale cuffia per capelli.Entrati a letto, abbiamo fatto l’amore sino ad addormentarci abbracciati.Stanotte ho fatto un sogno… Banale come la felicità.
Avrei raccontato un sogno. Avrei decantato le mie, le tue, le nostre illusioni.
Bisognerebbe inseguire sempre il vento dei sogni per far volare il cuore e riempirlo di stelle.